Dimissioni e licenziamento, quali sono le regole in gravidanza
Dimissioni e licenziamento, quali sono le regole in gravidanza

Nonostante la stessa Costituzione preveda la parità di genere, vietando di conseguenza ogni sorta di discriminazione tra lavoratore e lavoratrice, la realtà è purtroppo spesso differente, e tradizionalmente le lavoratrici devono affrontare percorsi lavorativi ben più ripidi e ricchi di ostacoli rispetto agli uomini.

A pesare è anche la prospettiva di rimanere incinta e assentarsi per maternità: per decenni i datori di lavoro già ai colloqui chiedevano alle candidate se avessero intenzione di mettere su famiglia.

Oggi per fortuna è intervenuta anche la legge e ci sono tutele crescenti per le donne che vengono licenziate o costrette a dimettersi durante la gestazione ed anche i primi anni dalla nascita del bambino.

Per contrastare il fenomeno delle “dimissioni in bianco”, per cui alle donne fertili al momento dell’assunzione veniva chiesto di firmare già da subito le proprie dimissioni, da usare in caso di gravidanza, ora non basta presentare la classica lettera di dimissioni.

Le dimissioni per maternità non si possono però dare in qualsiasi momento: la lavoratrice deve comunicare la sua intenzione nel periodo che va dal 300° giorno precedente alla data presunta del parto ed entro il compimento del 1° anno di età del figlio.

Per quanto riguarda la procedura, non è possibile dimettersi online, ma le dimissioni vanno presentate all’Ispettorato del lavoro, al quale spetta il compito di convalidarle, dopo aver verificato che non ci siano state forzature.

La lavoratrice, poi, non può essere licenziata dall’inizio del periodo di gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino.

In questo periodo vige quindi una tutela legale a favore della donna, che pertanto va oltre il periodo di astensione obbligatoria di 5 mesi, distribuito tra i mesi prima e dopo la data del parto. Il divieto si applica anche in caso di adozione e affidamento ed opera fino ad un anno dall’ingresso del minore nel nucleo familiare.

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