Fine dei tempi e coronavirus, parlano gli scienziati
Fine dei tempi e coronavirus parlano gli scienziati

La fine del mondo è un argomento molto attuale, al momento della diffusione di questa pandemia sono decine di migliaia di persone a credere che si tratti di un segno tangibile della fine dei tempi.

Dall’Apocalisse di Giovanni alle previsioni di sensitivi, fino alle profetiche parole del miliardario Bill Gates, la fine dei tempi potrebbe essere rivelata dagli scienziati che stanno usando previsioni matematiche per calcolare una data del giorno del giudizio, secondo quanto riportato in un documentario.

Con quasi un milione di casi di coronavirus in tutto il mondo, molti si stanno chiedendo se questo è realmente l’inizio della fine. Ma i ricercatori di tutto il mondo stanno utilizzando l’analisi predittiva per mettere in evidenza alcuni fatti concreti sul possibile futuro dell’umanità. Queste equazioni matematiche comprendono una varietà di tecniche statistiche, dal data mining, alla modellazione predittiva e all’apprendimento automatico, che analizzano fatti attuali e storici, per fare previsioni su eventi futuri o altrimenti sconosciuti.

Il fisico e futurista americano Michio Kaku ha rivelato durante i documentari di “Predicting the End of the World” come le aziende già utilizzano questi dati.

Il fisico Michio Kaku, parla dei modi scientifici per prevedere il futuro (Foto@Wikipedia)

Ha rivelato: “L’analisi predittiva è un modo elegante di guardare i dati e scoprire perché le cose accadono. È molto importante per le banche, le società in generale, le aziende informatiche spendono centinaia di milioni per setacciare attraverso tonnellate di dati, cercando di trovare dati legati alle causalità“.

In altre parole, le aziende cercano costantemente di prevedere il futuro, questo è in realtà il gioco. Se prevedi sbagliato, vai in bancarotta.

La professoressa di psicologia cognitiva, Anne Cleary, ha spiegato come le nostre menti usano una tecnica simile per prendere decisioni.

Ha aggiunto: “L’analisi predittiva funziona in modo molto simile a come funzionano i nostri cervelli. Le nostre menti sono equipaggiate per fare previsioni sul futuro basate sulle nostre esperienze passate“.

Funzionano in modo molto simile, infatti, gli algoritmi di apprendimento automatico, come le analisi predittive, sono spesso chiamati modelli di reti neurali perché progettati per imitare il funzionamento dei neuroni nel nostro cervello.

Nel documentario si spiega come i modelli di previsione potrebbero essere in grado di aiutare a mappare gli eventi futuri, analizzando ciò che è accaduto in passato, forse anche l’ultimo giorno della Terra.

La professoressa di neuroscienze presso la Northwestern University, Julia Mossbridge, ha affermato che le previsioni potrebbero essere utili per comprendere cosa ci aspetta.

Ha aggiunto: “Non penso che la domanda sia: perché siamo in grado di ottenere informazioni sul futuro? Penso che la domanda sia più simile al perché non otteniamo ulteriori informazioni sul futuro?

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