Giuseppe Cruciani e le olimpiadi della monnezza a Napoli

Lui le chiama provocazioni, per i napoletani e per i sostenitori della città partenopea si tratta invece delle solite offese gratuite ed infamanti: Giuseppe Cruciani si difende in un articolo, uscito all’indomani del polverone che si è alzato dopo le sue dichiarazioni contro le Olimpiadi a Napoli, ma si sente quasi il rumore delle sue unghie mentre si arrampica sugli specchi.

Il cronista de “La Zanzara” di Radio 24 sul quotidiano diretto da Vittorio Feltri ha commentato senza mezzi termini la candidatura di Napoli ai Giochi del 2028, sottolineando che “se non riusciamo, per mille motivi, a portare i Giochi a Roma figuriamoci a Napoli, per il semplice e ovvio motivo che i problemi sarebbero moltiplicati al cubo”.

Ma le sue parole sono molto più infamanti: “Le possono fare le Olimpiadi a Napoli, salto della buca, scippo con l’asta e lancio della monnezza“.

Inevitabili le polemiche sui social, con diversi cittadini che si sono sentiti offesi. È vero che molti commenti contro il giornalista sono stati fin troppo pesanti, ma perché offendersi delle risposte e non tener presente che un giornalista è libero di esprimere la sua opinione, ma nei limiti del rispetto di una città e di un intero popolo.

In sua difesa Cruciani riferisce alcuni titoli del quotidiano campano Il Mattino sul capoluogo partenopeo: “Gli impianti della città cadono a pezzi”, “Napoli è la città metropolitana con il maggiore indice di criminalità violenta”, un posto dove “le rapine sono più del doppio” rispetto a Milano.

Quindi alla fine è una gara a chi scrive il peggior insulto contro Napoli?

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