Lavoro, l’importanza della reputazione digitale

Eleonora Gitto

Era inevitabile che nell’era di Internet il mercato del lavoro cambiasse, perciò oggi chi vuole far parte di questo mercato a tutti i livelli, deve necessariamente dare grande importanza alla reputazione digitale.

Per i recruiter, per esempio, i social network, le relazioni in rete, i tipi di contatti e le esternazioni in rete sono diventati un punto di riferimento ineludibile per valutare personalità e competenze di un eventuale candidato.

Per trovare lavoro, dunque, non bisogna mai sottovalutare le proprie attività in Rete. L’importanza della reputazione digitale è stata l’oggetto di uno studio eseguito dall’Agenzia Adecco svolta in collaborazione con l’Università Cattolica di Milano e pubblicato nella quinta edizione di Work Trends Study.

La ricerca è stata condotta a livello internazionale su 26 Paesi. In Italia sono stati intervistati 2.742 candidati e 143 recruiter.

Il risultato non lascia dubbi: per colmare il gap occupazionale sempre più persone si servono di Internet sia per offrire che per trovare un impiego Internet. E sono in aumento soprattutto i reclutatori che si servono del Web.

Solo nel 2014, infatti, i recruiter che “spiavano” i candidati su Internet erano il 19% del campione in esame, quest’anno la percentuale è molto più alta e si prevede che per l’anno prossimo arriverà al 71%.

Altro dato in crescita: trovano occupazione grazie ai social network l’8,4% dei candidati (+1,4% rispetto al 2014).

Le aziende, dunque, fanno sempre più attenzione alla web reputation, reputazione digitale, tanto che un reclutatore su tre ha escluso profili a causa dei social. In particolare per la pubblicazione sui loro profili di contenuti o foto improprie.

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