Legambiente, le spiagge italiche sommerse dalla plastica

VEB

La stagione estiva è alle porte: in capo a pochissimi giorni tutti i lidi si attrezzeranno, e sulle spiagge compariranno sdraio e ombrelloni, ma di certo quello che non manca, in estate come in inverno, sono tonnellate di plastica, che inquinano l’ecosistema marino, danneggiandolo irrimediabilmente.

Secondo i dati presentati da Legambiente nell’indagine “Beach litter” nell’ambito di Spiagge e Fondali puliti – Clean up the Med, anche quest’anno la regina indiscussa dei rifiuti ‘spiaggiati’ resta la plastica: l’80% degli oggetti trovati sulle 29 spiagge italiane monitorate è fatto di questo materiale – contro il 65% dello scorso anno – mentre sui litorali del Mediterraneo la percentuale scende al 52%.

L’indagine è stata eseguita dai volontari dell’associazione ambientalista da aprile a maggio 2015 su un’area di 136.330 mq, pari a quasi 20 campi da calcio, dove sono stati trovati 22.114 rifiuti spiaggiati. Nella beach litter del Mediterraneo tra i rifiuti spiaggiati c’è da segnalare due nuove entrare rispetto alla classifica italiana: gli shopper in plastica (7,3%) che occupano il terzo posto della classifica e il ritrovamento di siringhe, la cui percentuale si attesta all’1,6%.

“Un dato rilevante è quello relativo ai sacchetti di plastica, che nel nostro Paese rappresentano meno del 2% sul totale dei rifiuti trovati – spiega Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente – mentre nelle spiagge degli altri Paesi superano il 7%. Una differenza dovuta principalmente alla messa al bando italiano dei sacchetti di plastica non compostabili, ottenuto dopo anni di battaglie della nostra associazione, che ne ha ridotto il consumo del 50% negli ultimi tre anni e che testimonia che si possono intraprendere azioni concrete ed efficaci”.

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