Oriana Fallaci, un decennio senza la sua lingua tagliente

Una donna senza mezze misure, controversa, sovente cinica, amatissima dal suo pubblico, odiatissima da tutti i detrattori: dieci anni fa ci lasciava la giornalista e scrittrice Oriana Fallaci.

Nella sua lunga carriera non ha tralasciato di trattare nessun argomento, dal più spinoso e controverso al più frivolo: l’America dei Kennedy, la corsa allo Spazio, il Vietnam e gli orrori della guerra, la dolce vita romana e le luci di Hollywood, i profumi dell’India, l’odore di morte che avvolse New York il giorno dell’attacco alle Torri Gemelle.

“Mi sono sempre sentita scrittore, ho sempre saputo d’essere uno scrittore”, amava ripetere e la sua serietà nel lavoro si poteva notare già quando giovanissima per il Mattino di Firenze scriveva di cronaca nera e giudiziaria.

La Fallaci ha insegnato, sine cathedra, un giornalismo diverso che non conosce la neutralità dell’osservatore distaccato ma mette dentro la persona nel coraggioso rovesciamento dello slogan: “I fatti separati dalle opinioni”.

Nel decennale del suo anniversario, sono stati letti brani autobiografici dalla sua terrazza più bella, il Forte Belvedere. La città ha deciso di intitolare con una cerimonia ufficiale il ‘Piazzale Oriana Fallaci’ al giardino della Fortezza da Basso.

“La verità, a 15 anni dopo l’11 settembre, è che lei aveva visto cose che noi non avevamo avuto il coraggio di vedere”, ha detto Lucia Annunziata che ha definito “miserabile il discorso tutto italiano che vuole costringere la Fallaci a destra o sinistra, definirla razzista o non razzista”.

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