Povia, concerto annullato dopo le sue uscite

In Italia esiste, come reato, “l’apologia del fascismo”, eppure in molti, troppi, anche personaggi noti e molto seguiti, sembrano non esserne a conoscenza, e si lasciano andare a una nostalgica rievocazione del passato, basata naturalmente su una conoscenza superficiale e populista della storia.

In un periodo storico come questo, flagellato dalla crisi economica e da una miriade di problematiche che i governati faticano a gestire e risolvere, molti sembrano bramare la linea “dura”, con posizioni che sembrano spingersi fino al neo nazismo.

Su questa scia sembra si sia posizionato anche il cantante Povia, che negli ultimi mesi, sui social, ha espresso pensieri molto duri e controversi, prendendo posizioni su immigrazione, vaccini e persino sulla voglia di indipendentismo di alcune popolazione del nostro stivale.

E il suo pensiero alla fine gli è costato l’annullamento di una sua esibizione: nello specifico l’esibizione, prevista nella cittadina alle porte di Milano il 23 settembre all’interno “Autunno Trezzanese”, nella parrocchia di San Lorenzo Martire, è stata annullata.

“Giuseppe Povia è ospite non gradito a Trezzano sul Naviglio: oltre ad essere legato ad una formazione dichiaratamente neofascista, il cantautore rappresenta una figura profondamente divisiva su molteplici temi, tra i quali quelli dell’accoglienza, della solidarietà, dell’unità del nostro Paese e delle stesse problematiche relative alle vaccinazioni”: con queste parole l’ANPI (l’associazione dei partigiani) di Trezzano sul Naviglio, aveva chiesto l’annullamento del concerto di Povia, e la loro richiesta alla fine è stata accolta.

In soccorso di Povia si è subito attivato Pino Pozzoli, assessore agli eventi del Comune di Opera in quota An-Fratelli d’Italia: «Ho già contattato il suo staff per farlo esibire a Opera. Mi piace pensare che nel 2017 esista ancora la libertà di pensiero, parola e opinione».

Lo stesso Povia, in questi giorni, si è difeso in alcuni video postati su Facebook in cui ha sostenuto che togliergli la possibilità di esibirsi si traduce nella sconfitta della libertà e della democrazia.

«Libertà e democrazia hanno perso. Mafia e Dittatura culturale hanno vinto»: con queste parole il cantante milanese ha poi commentato l’annullamento del suo spettacolo a Trezzano sul Naviglio.

“Oggi avete assassinato la mia anima, che non si può riparare. Per essere davvero libero ho perso i guadagni, ma pago il prezzo della vera libertà”, ha chiosato.

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