Software pirata in Italia in diminuzione, scende al 45%

Eleonora Gitto

Il software pirata in Italia è in diminuzione e dal 2013 al 2015 è sceso di due punti, attestandosi al 45%.

Sono i dati forniti dalla BSA, Business Software Alliance, l’alleanza mondiale dei produttori di software.

Ma l’Italia resta comunque, in fatto di pirateria, decisamente al di sopra della media mondiale. Fino al 2010 in Italia più di una copia software su due era pirata.

Ultimamente c’è stato un piccolo passo avanti in fatto di legalità e di rispetto delle normative, ma il problema è evidentemente ancora lungi dall’essere risolto.

Tuttavia, sempre secondo la BSA, anche un piccolo progresso in questi tempi di crisi economica galoppante, ha un suo significato. Meno male, stavolta con l’Italia sono stati abbastanza buoni.

Da parte sua, Paolo Valcher, Presidente del comitato italiano di BSA, sfodera un ottimismo forse eccessivo: “E’ un risultato che ci fa molto piacere in quanto premia il risultato svolto da BSA in questi anni”.

Ma in realtà il divario con la media europea rimane molto alto: il 45% in Italia e il 28% di pirateria nel resto d’Europa. A livello mondiale il tasso di pirateria software si attesta invece intorno al 39%.

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