Charlie Gard, la mamma: ci ha guardato e ha chiuso gli occhi
Charlie Gard, la mamma ci ha guardato e ha chiuso gli occhi per sempre

La mamma di Charlie Gard: ci ha guardato e ha chiuso gli occhi per sempre.

Connie Yates, la mamma del piccolo Charlie Gard, ha raccontato gli ultimi istanti di vita del piccolo, dopo una settimana dalla morte: “Charlie ha aperto gli occhi e ci ha guardato per l’ultima volta, poi li ha chiusi e se n’è andato. Ci avevano detto che sarebbe morto dopo 5 o 6 minuti dopo aver staccato le macchine, ma il suo cuore ha smesso di battere dopo 12 minuti”.

Charlie il 4 agosto avrebbe compito un anno di vita. Di vita? O di non vita? Dopo la tristissima e ben nota vicenda del piccolo, sfortunato bimbo, a mente fredda, è forse possibile qualche riflessione in più. Il suo calvario ormai non consentiva più alcuna speranza.

E’ intervenuto il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, per dargli la possibilità di andare prima possibile in America.

E’ intervenuta la Chiesa di Roma tramite l’Ospedale Bambin Gesù. Sono arrivati dei superspecialisti a visitarlo, per poi cercare di contrastare questa sua malattia degenerativa e irreversibile.

Ma tutto questo è stato utile? O era meglio cercare già da prima che fosse accompagnato nel modo migliore possibile verso quello che era ormai un destino segnato? Era solo questione di tempo, e questo lo hanno capito perfettamente i medici, poi i giudici, e poi una buona parte dell’opinione pubblica.

Ma non tutta l’opinione pubblica, perché una parte di essa non si è rassegnata, come d’altronde i genitori. Non si è rassegnata in maniera civile, sperando ancora che ci fosse una possibilità. Una parte dell’opinione pubblica, invece, non si è rassegnata e si è comportata in maniera incivile, insultando medici e il personale dell’ospedale inglese dove Charlie era ricoverato.

Come se questi avessero fatto una scelta di morte, mentre altri erano per la vita. E non capendo che quella vita in realtà già da tempo era una non vita, giocata su un’esistenza dove il piccolo era attaccato alle macchine, nutrito artificialmente e messo in condizioni di respirare artificialmente.

Quindi il piccolo soffriva, e in atto estremo di amore e di umanità, la cosa più naturale di questo mondo era far sì che non fosse più torturato, che non soffrisse più.

I medici hanno preso la decisione più giusta e umana; anche i giudici hanno preso la decisione più giusta. Che il piccolo Charlie ora riposi in pace. Ora dormi, piccolo. Dopo tanto penare, ne avevi davvero bisogno.

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