Fedez querelato dal ministro Franceschini e dalla SIAE

Fedez è uno abituato a dire le cose sempre senza censure, con la sua faccia da schiaffi che spesso gli consente di rimanere “impunito”: negli anni ne ha lanciate tante di accuse e invettive, nelle interviste e soprattutto nelle strofe delle sue canzoni, ma stavolta ci è andato pesante e pare che sulla cosa non si soprassiederà.

Il rapper negli ultimi mesi ha parlato spesso della Siae, ma durante la conferenza “Compose the future” alla Luiss Enlabs di Roma, non aveva risparmiato accuse nei confronti de Ministro Franceschini: «Non è che lo dico io – ha spiegato Fedez al moderatore – è un fatto oggettivo, perché se tua moglie gestisce gli immobili e il patrimonio di Siae, è lecito parlare di conflitto di interesse e se l’Europa ti dà una direttiva e tu non la rispetti, ci sono delle domande da porsi ed è legittimo porsele».

Il ministro dei Beni Culturali non ci sta ad essere accusato e così ha dichiarato che porterà tutto in tribunale.

Se in primis aveva twittato: «La calunnia è un venticello @beppe_grillo @fedez», con chiaro riferimento alle affermazioni del rapper e al rilancio delle stesse da parte del blog di Grillo, poi ha chiarito le sue intenzioni.

«Sarà la decima volta che Fedez, da quando ha scelto Soundreef, tira fuori questa storia assurda, calunniando me e mia moglie e ignorando le norme che ha approvato il parlamento», ha spiegato.

«Finora ho pensato fosse meglio far finta di niente ma ora ha superato anche la mia, molto molto alta, soglia di tolleranza e per questo ho già dato incarico di agire giudiziariamente contro di lui. È la prima volta che lo faccio dopo tanti anni di vita politica ma lui ha mezzi più che sufficienti per risarcire i danni che ci sta creando», conclude Franceschini.

Dal canto suo SIAE, si legge in una nota, ritiene “inaccettabili e inammissibilmente false e insultanti le affermazioni pronunciate ieri da Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez, nel corso di un convegno alla Luiss e le successive dichiarazioni rilasciate alle agenzie di stampa, riferite a SIAE e alla signora Michela Di Biase, moglie del Ministro Dario Franceschini. E’ infatti documentalmente destituita di qualunque fondamento la circostanza secondo la quale la signora Michela Di Biase gestirebbe gli immobili di SIAE. Una simile affermazione, condita poi da inutili suggestioni di insussistenti conflitti di interessi o peggio, di favoritismi, è priva di ogni logica e fuoriesce da qualunque limite di continenza”.

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