Burian si allontana ma il freddo non vuol dire influenza
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La tempesta siberiana si sta allontanando e molto probabilmente godremo di temperature nella “norma” per il prossimo inizio di marzo, il freddo che ha attanagliato tutta Europa, e ovviamente anche il nostro Paese, potrebbe lasciare spazio a temperature leggermente più miti e quelle che fino ad ora sono state le nevicate potrebbero trasformarsi in piogge, ma tutti si chiedono: è vero che il freddo e l’influenza vanno di pari passo? Chi è esposto a temperature più rigide è soggetto maggiormente ad influenza? Sembra proprio di no.

Ma attenzione a un errore comune: la convinzione che stare al freddo faccia ammalare è molto diffusa, soprattutto nei paesi dove il clima è mite per buona parte dell’anno, ma non ha basi affidabili perché ad oggi nessuna ricerca scientifica ha dimostrato in modo incontrovertibile che aria fredda, neve, pioggia e vento causino più facilmente raffreddore, mal di gola o influenza.

Con il freddo soltanto sicuramente non arriva obbligatoriamente l’influenza. Quest’ultima, infatti, è causata da determinati tipi di virus. In loro assenza semplicemente non può verificarsi un’infezione delle vie aeree superiori, quello che di solito chiamiamo appunto raffreddore. Nella loro lotta per la sopravvivenza, i virus si modificano di continuo per ingannare il nostro sistema immunitario, farsi largo indisturbati tra le cellule dell’organismo e contagiarle con il loro codice genetico.

Per di più, non è assolutamente vero che i virus influenzali vivono solo con il freddo. Negli ultimi anni, infatti, si sta assistendo (per cause sconosciute) a un aumento esponenziale del numero di infezioni virali con cui siamo a contatto ogni anno. E di certo tutti possiamo testimoniare che raffreddori e virus simili si manifestino quasi in ogni momento dell’anno.

Alcuni osservano che paradossalmente nella stagione fredda è il caldo a farci ammalare. Il riscaldamento negli edifici porta l’aria a essere più secca e a ridurre quindi l’idratazione delle mucose del naso (seni paranasali), una delle barriere che aiutano il sistema immunitario a tenere sotto controllo i virus.

Freddo e influenza, un connubio non dimostrato dalla scienza

Freddo e influenza, un connubio non dimostrato dalla scienza

Di certo questo però non vuol dire che il freddo non ha conseguenze, se non altro perché l’ondata di gelo di queste ore, portata da Burian, porta con se nuovi e temibili virus.

Burian si protrarrà sull’Italia fino ai primi di Marzo, per poi perdere progressivamente la sua impetuosa potenza gelida. Nevicate a quote molto basse consentiranno ai tanti bambini di poter trascorrere qualche ora all’aperto, ed è proprio in questi casi che si rischia di imbattersi in qualsivoglia forma di virus influenzale.

Problemi intestinali, spossatezza, tracheiti, mal di gola, bronchiti, sonnolenza, accompagnati da un senso di malessere generalizzato, si andranno a sommare alle epidemie di Influenza che già erano in atto e che anzi rallenteranno la loro guarigione a causa degli sbalzi termici che caratterizzeranno questo particolare periodo di freddo intenso.

I bambini di età compresa tra 0 e 4 anni sono i più colpiti, sono già migliaia i casi in tutta Italia, mentre tra i soggetti ultra 65enni l’incidenza è pari a 1 caso ogni 1000.

Ci aspettiamo 400 mila casi questa settimana di malanni intestinali, mal di gola, tracheiti e bronchiti, che si sommeranno alla coda dell’influenza. Oltretutto gli sbalzi termici rallenteranno il calo delle forme influenzali, per cui è prevedibile che ci saranno anche altri 400 mila italiani a letto con l’influenza”. Parola del virologo Fabrizio Pregliasco dell’Università di Milano, che sottolinea all’Adnkronos Salute come “a peggiorare la situazione sarà la durata del gelo sull’Italia”.

Secondo le previsioni – ricorda Pregliasco – il freddo si trascinerà per tutta la settimana, ‘rianimando’ così una stagione influenzale pesante, ma che aveva dato segni di attenuazione. Complice il clima, mi aspetto numerose bronchiti. La raccomandazione – conclude – è quella di non trascurare questi malanni e ricorrere ad un’automedicazione responsabile”.

In generale, per diminuire il rischio di ammalarci possiamo seguire qualche semplice accorgimento: coprire naso e bocca con una sciarpa ed evitare di uscire la mattina o la sera quando le temperature sono più basse. Al ritorno a casa una tisana o una camomilla oltre che ristorarci, possono aiutarci ad aumentare la temperatura corporea, da evitare però la teina e la caffeina per chi soffre di ipertensione.

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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