Stanza delle flebo, la nuova follia delle star

In tutti i campi le star cercano di differenziarsi dagli altri, di essere precursori di nuove mode e tendenze, e questo anche nel campo della salute, nonostante sovente i rischi siano maggiori dei benefici.

Sangue, placenta, veleno, escrementi, bava di lumaca e un goccio di Coca Cola: sono queste alcune delle cure di bellezza più amate a Hollywood, nel corso degli ultimi anni.

Demi Moore, ad esempio, in passato ha provato in Australia la tecnica di rinnovamento attraverso l’uso di sanguisughe e, da allora, non ha mai sostituito questa tecnica con altre neanche per semplice curiosità. Lena Dunham va pazza per i massaggi con le ventose che consentono l’aspirazione locale antistress sulla pelle.

Eva Longoria usa una crema a base di placenta animale mentre Gwyneth Paltrow sceglie le punture d’api che pare siano efficaci contro cicatrici ed infiammazioni.

Ma nelle ultime settimane sta facendo discutere una nuova moda che sta impazzando sempre più a Hollywood, e non solo: le ‘flebo lounge’ stanno spuntando un po’ ovunque negli Stati Uniti, locali ‘a tutto benessere’ che promettono un recupero lampo dopo una sbornia, un lungo viaggio aereo o piccoli malanni.

Nelle stanze della flebo vengono utilizzate terapie alternative per curare i mali più comuni attraverso integratori salinici o vitaminici e persino farmaci da banco. Tra le principali fruitrici delle stanze della flebo vi sono la cantante, attrice e modella delle Barbados Rihanna e l’ex modella e attrice americana Cindy Crawford.

Stanza delle flebo, la nuova follia delle star

Stanza delle flebo, la nuova follia delle star

La Elixir Clinic, ad esempio, offre 17 trattamenti diversi, ognuno con un diverso cocktail di vitamine e minerali, grazie ai quali si può combattere persino il colesterolo. Secondo i ricercatori della Elixir Clinic le stanze della flebo aiutano anche a far ricrescere i capelli: i pazienti però devono sottoporsi regolarmente alle infusioni per ottenere risultati migliori.
Fra i trattamenti più in voga del momento c’è, non a caso, l’immunity boosting a base di vitamine contro l’influenza. Solo nella sua Hydration Lounge di Tucson Elaine Wozniak, un’infermiera, ha raccontato di aver ‘trattato’ circa 40 persone influenzate nelle ultime due settimane, alcune delle quali mandate dal medico di famiglia.

I costi per sottoporsi a queste flebo “rinvigorenti” sono tutto fuorché popolari, e le sedute spaziano dagli 80 a circa 900 dollari.

Ma per gli esperti questa pratica nella maggior parte dei casi è inutile, e in altri può causare danni gravissimi.

Se fatte impropriamente le flebo possono provocare un’embolia, o il liquido può andare nei tessuti. Inoltre possono esporre le persone a infezioni, e se non si fa attenzione alla velocità di infusione si può distruggere il bilancio degli elettroliti, il che potenzialmente può causare rigonfiamento del cervello, insufficienza cardiaca o danni ai reni”, ha spiegato Stanley Goldfarb dell’Università della Pennsylvania.

Per di più, anche quando fanno “effetto”, si tratterebbe infatti di un semplice effetto placebo, come ha sottolineato con ironia il professor Noah Rosen, direttore dell’Headache Center del Northwell Health’s Neuroscience Institute: “più si spende migliore è il placebo. Per forza le persone dopo la flebo si sentono meglio, hanno appena speso 100 dollari per questo motivo”.

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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