Alfonso Signorini contro l’utilizzo dell’utero in affitto

Molti negli ultimi anni, visto anche il colpevole vuoto legislativo, si sono espressi su questo delicato e ancora controverso argomento, con opinioni spesso non scontate, come quelle che ha espresso Alfonso Signorini.

Il direttore di “Chi”, oggi che ha 52 anni, ha espresso tutto il suo desiderio di paternità, ma altrettanto grande è la convinzione di non voler ricorrere ad altri metodi, oltre quelli naturali, che gli permetterebbero di diventare papà.

Mi manca un figlio – ha rivelato Alfonso Signorini nel corso di un’intervista sul quotidiano Libero – Ma sono contro ciò che non fa parte del corso della natura. Quando ero insegnante al liceo avevo tanti figli. Da professore ho toccato tutte le corde della paternità. Quando avevo la fidanzata e vivevamo insieme volevamo un figlio ma non avevamo il coraggio, non avremmo potuto mantenerlo. Adesso potrei mantenere una squadra di calcio, ma la vita è cambiata“.

Ha poi continuato, parlando dei diversi metodi che i gay utilizzano per appagare il proprio desiderio: “L’utero in affitto? Lo lascio a Vendola ma non giudico nessuno, vedendo le foto con il figlio, così piene di amore. Dico solo che non è bello vivere in un Paese che non dice nulla sulle adozioni da parte di coppie, single o gay non importa. Ci sono tanti bambini negli orfanotrofi ma per adottare un figlio bisogna fuggire all’estero“.

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