Glicemia misurarla con un cerotto indolore
Diabete ai pazienti piemontesi un cerotto per misurare la glicemia

Gli scienziati hanno creato un cerotto non invasivo per misurare i livelli di glucosio attraverso la pelle potenzialmente eliminando la necessità, per milioni di diabetici, di eseguire esami del sangue con la “tipica” puntura sul dito. Il cerotto estrae il glucosio dal fluido tra le cellule attraverso i follicoli piliferi, a cui si accede individualmente attraverso una serie di sensori miniaturizzati utilizzando una piccola scarica di corrente elettrica, il tutto senza forare la pelle, il glucosio si raccoglie in piccoli serbatoi e viene misurato, con letture effettuate ogni 10-15 minuti per diverse ore: ma andiamo per ordine.

La glicemia è la concentrazione di zucchero (glucosio) presente nel sangue. Nelle persone non diabetiche la glicemia a digiuno è in genere tra i 60 e i 99 mg/dl. Dopo i pasti tale intervallo può arrivare fino a 130-150 mg/dl, a seconda della quantità di carboidrati (zuccheri) assunta con la dieta.

Se la glicemia è indicativa di diabete conclamato, il medico stabilirà insieme un piano d’intervento personalizzato che comprenda una modificazione della dieta, l’inserimento di una regolare attività fisica e un’eventuale terapia con farmaci, sulla base del tipo di diabete.

Per un diabetico, però, uno degli obiettivi più importanti è mantenere la glicemia il più possibile all’interno dell’intervallo di normalità durante l’intera giornata. Mantenere quanto più costante possibile la glicemia è importante per assicurare il normale apporto energetico al cervello che – a differenza degli altri organi e dei muscoli – non è capace di immagazzinare riserve di glucosio.

Lo strumento utilizzato per controllare la glicemia si chiama glucometro, ma a volte lo si trova anche come reflettometro. Pur non fornendo dati esatti come quelli di laboratorio, permette di individuare con buona approssimazione, in tempi brevi e in piena autonomia, il livello glicemico presente nel sangue.

Per effettuare la misurazione serve prima di tutto prelevare una striscia reattiva dal contenitore e inserirla nel glucometro. Dopodiché fare una piccola puntura su un polpastrello con l’apposito dispositivo pungidito che permette di prelevare una goccia di sangue capillare da porre sull’estremità libera della striscia reattiva. Fatto ciò, nell’arco di qualche secondo lo strumento restituisce sul display il valore misurato.

Diabete: glicemia si misura tramite cerotto

Diabete glicemia si misura tramite cerotto

Il glucometro è acquistabile in farmacia in kit che forniscono anche penna pungidito, aghi e strisce reattive, accessori che possono poi essere acquistati separatamente una volta esauriti. Peraltro il Sistema Sanitario Nazionale, per chi necessita dell’autocontrollo glicemico, fornisce gratuitamente questi strumenti, pur con significative differenze fra Regione e Regione.

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Questa metodica significa, per un malato, bucarsi il dito almeno due volte al giorno, se non di più: proprio per questo la scienza sta elaborando nuove tecniche meno invasive.

Una vera e propria rivoluzione nella gestione quotidiana del diabete per i moltissimi pazienti che ne sono affetti potrebbe venire da uno studio, condotto presso la britannica University of Bath da Richard Guy del Dipartimento di Farmacia e Farmacologia, che è stato presentato in un lavoro sulla rivista Nature Nanotechnology.

A quanto pare molto presto si potrà dire addio  ad aghi e glucometro: a sostituirli un semplice cerotto.

Il cerotto, spiega l’esperto, fa lo stesso lavoro senza punture, e in maniera molto più accurata. Sulla sua superficie vi sono dei microsensori che captano lo zucchero presente nei fluidi sottocute. Impercettibili microcorrenti richiamano lo zucchero dai fluidi tra le cellule cutanee e il cerotto lo ”immagazzina’ per misurarlo ogni 10-15 minuti.

La speranza è che questo cerotto, una volta superati tutti i test su pazienti, sia in grado di inviare le letture della glicemia direttamente allo smartphone del paziente che così può sapere con sicurezza quando deve prendere le terapie o l’insulina.

Ricordiamo che negli ultimi anni già sono stati sviluppati diversi e rivoluzionari metodi alternativi per misurare la glicemia e per rilasciare insulina: dal sensore che si applica sulla parte posteriore del braccio al tatuaggio temporaneo ideato dagli studiosi dell’Università di San Diego, al sistema di microinfusione bio, per rilasciare l’insulina solo quando serve, tutti caratterizzati dall’assenza della fastidiosa puntura.

Angela Sorrentino

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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