Fake news, multa da 5mila euro per chi diffonde il falso: il ddl italiano
Fake news, multa da 5mila euro per chi diffonde il falso: il ddl italiano

Parte da 5mila euro la multa che deve pagare chi diffonde notizie false: questo uno dei punti del ddl contro le fake news presentato dalla senatrice Adele Gambaro.

“Prevenire la manipolazione dell’informazione online, garantire la trasparenza sul web e incentivare l’alfabetizzazione mediatica”, questo il disegno di legge presentato dalla senatrice Gambaro dopo la raccolta di firma promossa dal Presidente della Camera Laura Boldrini.

Impedire la diffusione di fake news è diventato un imperativo categorico anche in Italia.

Se non ci si riesce con il buon senso e nemmeno con il senso civico, ci si prova con le sanzioni. Purtroppo per molti il “bastone” rimane ancora l’unica cosa che riescono a capire.

Fa male costatare che all’alba del terzo millennio si debba ricorrere a sanzioni per evitare malcostume, cattiverie e furbate.

Ma tant’è! Prendiamone atto e accogliamo a braccia aperte questo disegno di legge che prevede sanzioni pecuniarie (a partire da 5000 euro) per chi: pubblica o diffonde su social o siti, che non siano espressione di “giornalismo online”, notizie false, esagerate o tendenziose.

Ovviamente, la multa è commensurata al tipo di danno che subisce il diffamato e al grado di diffusione della notizia.

Nel caso di procurato allarme o danni a interessi e ordine pubblico, sono previste pene detentive che partono da un anno.

Gli anni diventano due se le bufale incitano all’odio, alla violenza, al razzismo, oppure minano i processi democratici.

Inoltre, chi apre un blog o una piattaforma informatica in cui intende fare informazione, ha l’obbligo di comunicare i propri dati, nome e Url, alla Sezione per la stampa e l’informazione del tribunale territorialmente competente.

1 comment
  1. Fermo restando che ritengo giusto arginare il fenomeno della diffusione in rete delle cosiddette “bufale”, spesso associato ad una serie di intemperanze verbali veramente intollerabili (leggi “hate speech, che niente a che fare con la libertà di espressione), non mi sembra equo sanzionare con una multa che può arrivare a 5.000 euro gli sprovveduti che condividono bufale, anziché, al limite, le persone che gestiscono taluni siti di pseudoinformazione.

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