Fipronil, non solo nelle ma anche nel pane e nella pasta: allarme Codacons

Eleonora Gitto

Oltre che nelle uova il Fipronil è stato trovato nel pane e nella pasta: allarme del Codacons.

Forse il problema del Fipronil, l’insetticida, è stato un po’ sottovalutato. Inizialmente la questione doveva interessare solo il nord dell’Europa, poi ha interessato alcune parti d’Italia, quindi si è scoperta la presenza dell’insetticida non solo nelle uova, ma anche nel pane e nella pasta, due alimenti di larghissimo consumo in Italia.

In realtà alྐྵ momento la presenza del Fipronil è stata registrata nella pasta, nella pasta, nel pane e anche nelle patate, ma in Francia.

Qui, infatti, un lotto di patate delfino e ben quattro tipi di pasta fabbricati in Francia con uova provenienti dal Belgio e dall’Olanda, sono stati inseriti dal Ministero dell’Agricoltura francese nella lista dei prodotti contaminati dall’insetticida Fipronil.

Ovviamente i prodotti sono stati prontamente ritirati dal mercato, ma l’allarme resta cneh dal Ministero fanno sapere che non ci sarebbero rischi per la salute. Ma davvero è così?

Non diremmo, visto che il Fipronil è un pesticida che viene normalmente utilizzato per combattere termiti, scarafaggi, pulci degli animali domestici e altro.

L’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha definito il Fipronil come moderatamente pericoloso. Finora ci hanno assicurato che solo l’assunzione in grandi quantità di questa sostanza potrebbe dare dei problemi alla salute, tuttavia alcuni test di laboratorio hanno acclarato che diversi animali sottoposti a trattamento col Fipronil, hanno rivelato un’aggressività superiore alla norma, nonché danni ai reni.

Secondo quanto riportato dal Journal of Toxycology, i cani che sono stati sottoposti a trattamento col Fipronil, hanno una maggiore probabilità di avere un cancro alla vescica.

Il Codacons, organizzazione più battagliera che mai su questi temi, ha addirittura chiesto le dimissioni del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, rea di aver sottovalutato la questione.

L’Associazione consumatori fa sapere:“Anziché correre ai ripari e segnalare la situazione di pericolo, come sarebbe stato doveroso per ragioni di precauzione e semplice buon senso, la ministra ha pensato bene di non intervenire. In questo modo ha lasciato che i consumatori continuassero ad acquistare uova e prodotti composti con uova, esponendoli a un rischio diretto”.

Adesso – prosegue il Codacons –  proprio per questo motivo, tutti coloro che dovessero aver mangiato o comprato uova contaminate, potranno denunciare direttamente la ministra per concorso nei reati di immissione in commercio di prodotti tossici. Come purtroppo avevamo previsto, l’Italia è coinvolta eccome nello scandalo delle uova contaminate. Adesso aspettiamo le dimissioni della ministra Lorenzin, che anche in questa circostanza si è dimostrata del tutto inadeguata a rivestire un ruolo istituzionale così importante e delicato”.

Francamente il tutto, comprese le dimissioni della Lorenzin, ci sembra un po’ eccessivo, ma probabilmente una certa sottovalutazione della problematica c’è stata davvero.

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