Influenza, aumentano i casi per colpa del virus Yamagata

Di ora in ora i numeri aumentano vertiginosamente: l’influenza quest’anno ha già messo a letto tre milioni di persone, 800mila nell’ultima settimana.

E non è detto che il peggio sia passato, anzi: il picco dell’epidemia potrebbe arrivare nei prossimi giorni. Secondo i dati confermati dall’Istituto Superiore di Sanità quella in corso è una delle epidemia influenzali peggiori da 15 anni a questa parte.

La stagione influenzale in corso presenta effettivamente una diffusione maggiore rispetto a quelle passate: “Alla settimana 1/2018 il livello dell’incidenza è paragonabile a quello osservato nelle stagioni 2004-2005 e 2009-2010, anni in cui si sono osservati i picchi epidemici più elevati. Anche se in termini di casi gravi e decessi, da influenza confermata, le stagioni 2009-2010, 2010-2011 e 2014-2015 sono state molto più severe”.

La fascia di età maggiormente colpita è quella dei bambini al di sotto dei cinque anni in cui si osserva un’incidenza pari a circa 28,5 casi per mille assistiti e quella tra 5 e 14 anni pari a 15,1. Ancora in aumento anche il numero di casi nei giovani adulti in cui l’incidenza è pari a 13,4 e negli anziani con 8,1 casi per mille assistiti.

La “colpa” di questi numeri in costante aumento è anche di un virus “imprevisto” la cui circolazione si è intensificata negli ultimi giorni. Ad affermarlo è Fabrizio Pregliasco, ricercatore dell’Università di Milano e direttore sanitario IRCCS Galeazzi: “Si tratta del virus cosiddetto Yamagata, verso il quale il vaccino trivalente non garantisce una totale protezione“.

Influenza, aumentano i casi per colpa del virus Yamagata

Influenza aumentano i casi per colpa del virus Yamagata

Quello che stiamo verificando – spiega il virologo – è un aumento recente della circolazione del virus Yamagata, che è una famiglia dei virus influenzali di tipo B. Tale virus circolava già lo scorso anno ma non ha colpito in modo massiccio, mentre a prevalere la scorsa stagione è stato invece il virus B denominato Vittoria. Anche quest’anno non si prevedeva una sua diffusione, perché i virus influenzali più diffusi e circolanti sono quelli di tipo A“.

Il fatto, sottolinea Pregliasco, è che “le vaccinazioni antinfluenzali disponibili sono quella trivalente, che protegge dai virus AH1N1, AH3N2 ed il virus B, e quella quadrivalente che prevede una protezione più ampia contro il virus B. Al contrario, la trivalente non assicura una protezione totale contro quest’ultimo virus, le cui “famiglie” circolanti possono essere varie“.

Per di più, “il motivo principale dell’aumento dei casi è dovuto al fatto che i virus B colpiscono prevalentemente i giovani ed i bambini, che continuano a fare da ‘untori’ facilitando la diffusione della patologia e l’aumento dei casi”.

Alla luce di questo, è lecito chiedersi se convenga ancora vaccinarsi e soprattutto quale vaccino scegliere: “Dal momento che siamo al picco dell’epidemia”, spiega Pier Luigi Lopalco, docente di igiene ed esperto di epidemiologia e medicina preventiva all’Università di Pisa, “ci aspettiamo ancora lo stesso numero di contagi di quelli registrati fino a questo momento. Calcolando che il vaccino diventa efficace circa due settimane dopo l’inoculazione, direi che è ancora consigliabile vaccinarsi, specialmente se si appartiene a una categoria a rischio. E se possibile, visti i dati sulla circolazione del virus, sarebbe opportuno scegliere la vaccinazione quadrivalente”.

Angela Sorrentino

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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