Overdose, un’applicazione traccia i decessi che causa in Italia
Overdose applicazione traccia i decessi che causa in Italia

Nonostante negli ultimi tempi i media ne parlano pochissimo, in Italia, come in buona parte del mondo del resto, quella della droga continua ad essere una piaga difficile da arginare, con tutte le conseguenze che questo comporta.

Chi fa uso di sostanze stupefacenti rovina se stesso, corpo e finanze, ma anche la propria famiglia, senza contare quanto pesa per lo stato e quanto alimenta ulteriormente l’economia sommersa che fa della droga una delle sue principali risorse.

Ma chi fa uso di droga rischia soprattutto ogni giorno la vita: non è difficile infatti incorrere in overdose che non certo raramente conducono alla morte.

La parola overdose indica l’assunzione in quantità eccessiva di sostanze tossiche, che possono essere droghe o farmaci: per la gravità del fenomeno l’overdose può portare appunto anche alla morte. L’overdose più frequente è per eroina, ma può avvenire anche con altre droghe, come cocaina e stimolanti.

L’overdose è una condizione a cui arrivano di norma soggetti in assuefazione all’assunzione di sostanze stupefacenti: la dipendenza, infatti, da droghe o farmaci, innesca un fenomeno di tolleranza tanto da spingere, col tempo e quasi fuori dal controllo della volontà, ad un aumento sempre più massiccio delle dosi. Quando l’assunzione di droghe, per iniezione, ingestione o inalazione, raggiunge quantitativi troppo elevati, l’organismo entra in uno stato di grave compromissione delle funzioni vitali, a rischio di decesso.

E’ sufficiente interrompere l’uso di eroina per tre giorni per ridurre la tolleranza in modo significativo ed esporre al rischio di overdose: i tentativi di disintossicazione ‘fai da te’ sono quasi sempre seguiti da ricaduta, durante la quale la probabilità di andare incontro ad un’overdose è elevata.

Una persona in overdose raramente si accorge di quello che gli sta succedendo, ma per chi le sta intorno esistono dei sintomi riconoscibili: letargia, mani fredde, pensiero irrazionale, nausea e/o vomito, e soprattutto respiro rallentato (meno di dieci respiri al minuto).

overdose applicazione traccia i decessi che causa in Italia

Solo un intervento tempestivo e la somministrazione di sostanze antagoniste può evitare la morte.

Ma purtroppo sono tanti coloro che perdono la vita ed ora esiste anche un’applicazione che tiene conto proprio di questi decessi.

La Società italiana tossicodipendenze ha infatti creato Geoverdose, un sistema informatico geografico, interfacciato a un sito internet, che visualizza in tempo reale su una mappa i decessi per overdose e gli altri eventi acuti mortali correlati all’assunzione di droghe.

Sul sito è possibile scegliere un periodo di riferimento e sulla cartina compariranno le relative overdose fatali geolocalizzate, con tutte le informazioni del caso: sesso, età e nazionalità della vittima, luogo del decesso e presenza o meno di altre persone. Sul portale è poi possibile utilizzare numerosi altri filtri, consultando per esempio i dati relativi alle singole regioni, province e città, oppure studiando la diversa ripartizione tra i sessi o il tipo di droga assunta.

Grazie alla ricerca e alla mappa si nota che le città con più decessi per overdose nello scorso 2017 siano state Venezia, Milano, Bologna, Arezzo e Torino, e che in generale la mortalità è più alta al Nord che al Sud Italia.

Inoltre la maggioranza dei decessi, l’80 per cento, è dovuto al consumo di eroina e che circa il 90 per cento delle vittime sono uomini e quasi tutti cittadini italiani.

Per i curatori di GeOverdose dall’osservazione della mappa “se ne ricava che, malgrado i numeri complessivi sulla mortalità da overdose non siano mai stati tranquillizzanti come quelli odierni, esistono aree del Paese dove la probabilità di morire per droga è molto più elevata che in altre”.

Angela Sorrentino

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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