Vaccini, l’Istituto Superiore della Sanità sbugiarda le bufale dei no- vax

Eleonora Gitto

Basta bufale sui vaccini, l’antiscienza è pericolosa: ecco come l’Istituto Superiore della Sanità, ISS, sbugiarda i no-vax.

Troppe bufale sui vaccini e le conseguenze stanno diventando troppo pericolose. L’ISS ha deciso di intervenire e fare chiarezza sia sul nuovo decreto sui vaccini, sia sulle ipotetiche fantomatiche malattie che si porterebbero dietro le vaccinazioni.

Intanto non è per niente vero che il nuovo decreto prevede un aumento del numero dei vaccini da fare ai bambini. Poi è bene chiarire, dice l’ISS, che c’è legame alcuno tra autismo e vaccini e questi non causano malattie autoimmuni.

Insomma l’ISS ha stilato un documento in cui si legge un vero e proprio decalogo.

Il primo punto a chiare lettere spiega proprio che è del tutto falso che i vaccini possano essere causa di un indebolimento del sistema immunitario e portare alla comparsa di malattie autoimmuni.

A questo proposito i ricercatori dell’ISS spiegano: “La nostra capacità di rispondere agli antigeni si sviluppa prima ancora della nascita e il sistema immunitario di un neonato è perfettamente capace di rispondere ogni giorno a migliaia di antigeni, molti di più di quelli contenuti nei vaccini”.

Altro mito da sfatare: i vaccini non contengono sostanze tossiche e pericolose come mercurio, formaldeide, alluminio. E anche nei casi in cui questi elementi sono presenti, le quantità sono così irrisorie da non essere in alcun modo pericolose.

Un vaccino non potrebbe mai provocare autismo, non esistono esami che svelino in anticipo quali potrebbero essere gli eventuali, e ipotetici effetti collaterali. Smentita e anche l’affermazione diventata il cavallo di battaglia dei “no-vax”: i bambini sono usati come cavia. Per l’ISS questa è una bufala megagalattica.

E poi ancora, il nuovo decreto non aumenta il numero di vaccinazioni. “Il decreto – si legge nel documento dell’ISS – non modifica il calendario vaccinale, le immunizzazioni e la scansione temporale restano le stesse. I genitori che negli anni passati hanno fatto somministrare ai figli sia quelle obbligatorie che le raccomandate al momento del loro ingresso a scuola li avevano protetti dalle 10 malattie previste dalla legge in discussione, e in alcune Regioni anche da altre, ad esempio lo pneumococco”.

Nella seconda parte del documento è scritto: “E’ vero che l’attuale riduzione delle coperture vaccinali ha provocato la recrudescenza di alcune malattie come il morbillo, e potrebbe portare al ritorno di patologie ormai assenti dal nostro paese, come la polio o la difterite, ma non ancora debellate dal resto del mondo”.

Il morbillo, si sottolinea il documento, può essere causa di gravi complicanze e queste sì che possono danneggiare temporaneamente le difese immunitarie. Purtroppo l’Italia fa parte degli unici 14 Paesi rimasti in cui il morbillo è ancora endemico e si trova nei primi dieci Paesi in cui si sono registrati i maggiori casi a livello mondiale da novembre 2016 ad aprile 2017.

“La sicurezza dei vaccini – spiega il documento dell’ISS – è documentata da milioni di dosi somministrate, dalla costante attività di sorveglianza dei possibili eventi avversi e dagli studi di sicurezza che sono effettuati sia prima dell’autorizzazione, sia dopo l’immissione in commercio di ogni vaccino”.

“La malattia impegna il sistema immunitario molto di più della corrispondente vaccinazione.  Inoltre nella composizione dei vaccini attuali gli antigeni presenti sono molti meno rispetto a quelli che venivano somministrati trenta anni fa”.

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