Filmavano i professori e si scambiavano i video, sospesa scolaresca

A guardare le migliaia di video simili che girano su internet e si possono vedere facilmente su Youtube, il caso scoppiato a Torino non è certo una vicenda isolata, ma la punizione appare giusta, degna di essere replicata in tutte i casi simili.

L’episodio in questione è avvenuto nella scuola media Costa, a Torino, dove la preside Adriana Veiluva ha firmato il provvedimento di sospensione per 22 ragazzini: la scolaresca era solita filmare i  professori durante le lezioni con il telefono cellulare e far circolare il video su Whatsapp.

A rivolgersi a lei è stato un professore che ha sequestrato lo smartphone ad alcuni alunni che stavano ridendo di lui in classe. Dal controllo dei cellulari sono poi emersi vari filmati e immagini corredate da commenti canzonatori dei ragazzi.

Alcuni alunni sono stati sospesi per un giorno intero mentre altri solo per qualche ora. Molti genitori, però, non hanno gradito l’intervento punitivo perché sostengono che il sequestro dei telefonini e la visione dei contenuti siano atti che violerebbero le leggi sulla privacy.

«Si è trattato di una violazione del regolamento di istituto che vieta di utilizzare gli smartphone e simili durante l’orario scolastico – ha spiegato invece la dirigente scolastica – e quindi era giusto applicare una sanzione. I genitori sono stati informati dell’accaduto e del fatto che avremmo preso provvedimenti disciplinari. Inoltre con l’aiuto di un insegnante i ragazzi puniti affronteranno un percorso di riflessione su quanto accaduto. Oggi pomeriggio si terrà proprio un incontro a scuola nel quale incontreremo il gruppo di genitori che non concordano sul provvedimento».

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