Finanziamento pubblico ai partiti, ed è subito bagarre
Finanziamento pubblico ai partiti, ed è subito bagarre

Bagarre alla Camera dei deputati per l’approvazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti che sancisce una sorta di sanatoria per gli anni 2013-2014.

Il finanziamento pubblico ai partiti per gli anni 2013-2014 era stato bloccato per decisione dell’Ufficio di Presidenza di Montecitorio.

L’Ufficio aveva stabilito, infatti, che non sarebbe stato possibile erogare ai partiti neanche un euro senza la relativa relazione di conformità rilasciata dalla Commissione di Garanzia e firmata da suo Presidente Luciano Calamaro.

Il 9 settembre si porta in aula una legge, votata a maggioranza, che, di fatto, è una vera sanatoria: si cancella quanto detto dall’Ufficio di Presidenza e si ritorna al vecchio andazzo.

La cosa non è piaciuta per nulla ai partiti che non hanno mai gradito il finanziamento pubblico della politica.

La bagarre in aula era inevitabile. Il Movimento 5 Stelle, come nelle sue consuetudini, ha dato il via al solito show lanciando banconote da 500 euro false ai deputati al grido di “Pigliatevi anche queste. Vergogna”.

Grillo, che ha sempre rivendicato per i suoi grillini di aver rinunciato al finanziamento pubblico e al 2xmille ha parlato di “una leggina-truffa che aggira un’altra legge truffa”.

Per Boccadutri del partito democratico, invece, a legge approvata è “semplicemente sana una situazione oggettiva e relativa solamente a quest’anno di fronte alla quale si è trovata la Commissione di garanzia per la trasparenza”.

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