Glaucoma, una persona su due non sa di soffrirne
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Il glaucoma è una malattia oculare correlata generalmente a una pressione dell’occhio troppo elevata. Secondo l’OMS ne sono affette 55 milioni di persone nel mondo ed è la seconda causa di cecità irreversibile a livello planetari.

Nell’occhio, all’interno del bulbo, scorre un liquido che assomiglia all’acqua e che per questo prende il nome di umor acqueo. Questo liquido, che assicura il nutrimento ad importanti strutture oculari, circola continuamente all’interno del bulbo dal quale esce attraverso specifiche vie di deflusso.

Quando queste vie naturali si ostruiscono ed aumenta il rapporto tra umore acqueo prodotto e quello eliminato la pressione all’interno del bulbo aumenta superando i normali 14-16 mmHg. Se tale aumento pressorio è importante o perdura a lungo può danneggiare il nervo ottico, una sorta di collegamento elettrico che trasmette le informazioni visive direttamente al cervello.

Il danno alla vista è progressivo e,  dato che inizialmente interessa solo la visione laterale, passa inosservato fino a quando non si arriva alla perdita di gran parte della vista.

Nonostante, come abbiamo visto, sia una patologia piuttosto diffusa, dato che solo nel nostro paese circa 1 milioni di italiani ne è affetto, una persona su due non lo sa.

Quando se ne accorgeranno almeno il 40 per cento della loro capacità visiva sarà irrimediabilmente perduta con gravi conseguenze dal punto di vista lavorativo, sociale e familiare: questo è uno dei dati emersi alla presentazione del “Documento sulla Qualità di Vita del paziente con Glaucoma” e della campagna social #SOLOPERITUOIOCCHI, avvenuta nelle scorse ore a Roma.

Glaucoma una persona su due non sa di soffrirne

La campagna #SOLOPERITUOIOCCHI si pone l’obiettivo di sensibilizzare i soggetti con più di 40 anni a sottoporsi ad una visita oculistica approfondita. Sulla pagina Facebook dedicata si possono trovare sondaggi e notizie giornaliere per sensibilizzare al controllo. Ciascuno può condividere l’hashtag #SOLOPERITUOIOCCHI insieme alla foto dei propri occhi.

Il medico Giorgio Marchini, che è anche direttore della Clinica Oculistica di Verona, ha dichiarato che il Virus colpisce circa il 3% delle persone con un’età maggiore al 40 anni.

Finora si è sempre pensato che il glaucoma creasse meno limitazioni nella vita quotidiana poiché preserva la capacità visiva centrale peggiorando solo quella periferica. Ma in realtà, non è così. ‘All’inizio il campo visivo viene danneggiato nella sua porzione periferica per cui il paziente percepisce di meno il problema perché riesce a vedere bene ciò che ha di fronte, ma mano che il glaucoma progredisce la percezione dello spazio intorno a sé diminuisce e nascono delle difficoltà in alcune delle attività quotidiane– spiega il professor Carlo Nucci, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Oculistica presso il Policlinico Universitario di Roma Tor Vergata.

Per di più, due differenti studi hanno confermato che chi soffre di glaucoma ha più possibilità di subire cadute in casa e di avere incidenti stradali anche gravi.

Dall’incontro a Roma è emerso dunque che bisogna fare prevenzione, per far sì che le persone si accorgano prima dei 40 anni (età in cui la vista è ormai compromessa), di possedere questo virus, per poterlo curare in modo più efficace.

Negli stadi iniziali della malattia – ha detto Michele Rinaldi, docente di oftalmologia presso la Seconda Università degli Studi di Napoli – il glaucoma può essere asintomatico e senza la corretta prevenzione, può essere diagnosticato solo in una fase avanzata del suo decorso, quando ormai sono manifeste importanti e irreversibili perdite del campo visivo“. Ecco perché’ bisogna iniziare a controllare la vista precocemente: “La diagnosi di questa malattia – ha aggiunto – viene fatta misurando la pressione intraoculare, le fibre del nervo ottico e i difetti del campo visivo“.

Angela Sorrentino

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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