Atac, svelate le spese pazze e gli appalti senza gare

L’Atac, la municipalizzata dei trasporti di Roma, non vive certo un bel momento: con i conti in rosso da anni, e un servizio offerto all’utenza a dir poco scandaloso, è stata ora travolta da un nuovo scandalo.

L’Atac avrebbe infatti speso 2,2 miliardi di euro per lavori, beni e servizi dal 2011 a oggi. Nel 90% dei casi, come contestato dall’Autorità anticorruzione di Raffaele Cantone, sono stati spesi senza gara. Ben 1,6 miliardi di euro in questi cinque anni sono passati attraverso 20mila negoziazioni dirette.

Raffeale Cantone, presidente dell’autorità nazionale Anticorruzione, ha infatti appena presentato in procura un dossier contenenti questi, e molti altri dati, e il quadro generale è a dir poco aberrante.

La situazione più grave si rileva essere stata durante l’amministrazione alemanno, in particolare fra il 20111 e il 2013, ma neppure con il cambio di governance, giugno 2013, le procedure sono ritornate alla normalità amministrativa. L’intento del dossier di Cantone, come sottolineato nel documento, è quello di verificare, stante la consistenza della cifra, la regolarità nell’utilizzo della procedura negoziata (ossia senza gara), prevista dalle norme del diritto amministrativo, ma come eccezione e non come regola, così come sembra trasparire dai bilanci Atac cui Cantone ha avuto accesso.

Tra le spese più discutibili, e visibilmente gonfiate, l’acquisto di 1 pennello, 210 euro (20 agosto 2011). La fornitura di 1 disco abrasivo, 160 euro (14 maggio 2012), il noleggio di 10 casotti prefabbricati da adibire a ufficio-cassa in diversi parcheggi di Roma, 34 mila euro (10 gennaio 2011), una targhetta adesiva, 185 euro (5 gennaio 2011) e l’acquisto di 1 caschetto antiurto, 335 euro (10 luglio 2012).

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