Meningite, torna a far paura in Toscana

Mai abbassare la guardia: nonostante nelle ultime settimane se ne parli poco, presi dalle prossime festività natalizie e da quelle di fine anno, non bisogna sottovalutare il problema, continuando a scegliere di vaccinarsi, se ancora non lo si è ancora fatto, perché in Italia la Meningite è tornata a colpire e a far paura.

Una donna di 56 anni, residente nel Comune di Capannori, è ricoverata all’ospedale San Luca di Lucca con diagnosi di meningite di tipo C. La donna, attualmente in Terapia intensiva con prognosi riservata, è in condizioni gravi ma stabili.

La signora, che vive da sola, non ha avuto negli ultimi dieci giorni, una permanenza prolungata e significativa in luoghi tali da rendere necessario un appello alla profilassi di chi ha frequentato bar o locali pubblici.

La prima cosa da sapere è che la ‘meningite C‘ è di tipo batterica. La meningite infatti può essere provocata sia da batteri sia da virus, quella più temibile è quella batterica dovuta principalmente a tre germi: emofilo tipo B, pneumococco, meningococco.

Esistono numerosi sottotipi di meningococco, ma solo alcuni sono pericolosi per le conseguenze che possono comportare. In particolare, i sottotipi che possono produrre un’infiammazione a livello delle meningi, con esiti anche letali, sono: il meningococco A, il meningococco B, il meningococco C, il meningococco W135 e il meningococco Y e molto più raramente in Africa, X.

La presenza non è in sé indice di malattia e la trasmissione avviene da persona a persona attraverso secrezioni respiratorie, ma questi batteri fuori dell’organismo sopravvivono solo per pochi minuti.

Meningite, torna a far paura in Toscana

Meningite torna a far paura in Toscana

sintomi della meningite sono indipendenti dal germe che causa la malattia. Sono inizialmente difficili da riconoscere e per questo spesso la diagnosi arriva tardi. Nelle prime 10 ore compare febbre e stato simili influenzale. Successivamente il mal di testa diventa forte, compare rigidità muscolare e la febbre diventa alta. Dopo circa 20 ore si presentano sintomi gravi come perdita di conoscenza, convulsioni, macchie sul corpo

E’ ricoverato in Terapia intensiva all’ospedale di Lucca anche un paziente di 34 anni della Valle del Serchio, che dopo gli esami di laboratorio si è rivelato affetto da meningite da pneumococco. La prognosi è riservata, ma il quadro clinico è in miglioramento.

L’Asl ha ricordato che la meningite da pneumococco, a differenza di altri tipi di meningite, non dà origine a focolai epidemici. Per questo motivo non è richiesta in questo caso la profilassi per i contatti stretti.

Ricordiamo che lo Streptococcus pneumoniae (pneumococco) è responsabile di meningite soprattutto nei bambini di età inferiore ai 5 anni e negli anziani, oltre che in coloro che hanno condizioni patologiche croniche e debilitanti in grado di favorire la comparsa della malattia.

Esordisce in maniera improvvisa con un quadro clinico caratterizzato da febbre e letargia. Nel corso della sua progressione, si possono presentare ostruzioni alla circolazione del liquido cefalorachidiano.

Può anche essere asintomatica, ma il portatore sano è comunque veicolo di infezione. Il trattamento consiste nella somministrazione di teicoplanina, vancomicina e meropenem.

Contro lo Streptococcus pneumoniae, sono attualmente disponibili due tipi di vaccini: il vaccino anti-pneumococcico coniugato (7-valente), costituito dai 7 sierogruppi responsabili del 89% delle forme di meningite da pneumococco nell’infanzia, coniugati alla proteina vettrice (tossoide difterico) e il vaccino anti-pneumococcico polisaccaridico (23-valente), costituito dai polisaccaridi presenti sulla parete esterna dei 23 sierotipi più frequenti del batterio patogeno.

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