Strage in Oregon, assalitore ossessionato dalla religione

Eleonora Gitto

Strage avvenuta in Oregon, l’assassino era ossessionato dalla religione.

Chiedeva ai ragazzi, prima di ammazzarli, di che religione fossero, e poi li finiva farneticando.

Chris Harper Mercer di 26 anni, si definiva uno “spirituale e conservatore”. Il padre si definisce scioccato, insieme a tutta la famiglia.

Ma questa è proprio l’educazione che danno le famiglie americane ai propri figli, consentendo che, come questo ragazzo, abbiano a disposizione nelle loro abitazioni fucili, carabine, pistole a iosa.

Come se nulla fosse. Come se non ci fossero ripetute stragi negli Usa perpetrate da invasati che acquistano con irrisoria facilità gli strumenti di morte.

Famiglie che, esattamente come già è successo qualche mese fa, prima fanno come regalo di compleanno al loro figlio un’arma, e poi piangono disperazione perché fa una strage in una scuola.

Col giudice di turno che dice di pregare per le vittime, e dice di pregare anche per la famiglia dell’assassino. Quella famiglia che forse è più assassina dello stesso figlio, perché questa è l’educazione che gli ha dato.

Il Presidente Obama dice che non bastano più le preghiere, ci vuole una legge contro le armi facili.

Ma il Congresso, su impulso determinante della lobby delle armi, gliene ha bocciata una. Non è facile, non è per niente facile.

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