Tensioni e scissioni riguardo il ddl sulle intercettazioni

Nonostante non mette d’accordo nessuno, e la tensione è alle stelle, ha ricevuto ieri l’ok della Commissione Giustizia e lunedì sarà presentato in aula alla Camera, il disegno di legge per la riforma del processo penale.

All’interno del disegno di legge, ad attirare l’attenzione e soprattutto le ire di molti è  l’emendamento Pagano, per cui Chiunque diffonda, al fine di recare danno alla reputazione o all’immagine altrui, riprese o registrazioni di conversazioni svolte in sua presenza e fraudolentemente effettuate, è punito con la reclusione da 6 mesi a 4 anni. La punibilità è esclusa quando le riprese costituiscono prova nell’ambito di un procedimento dinnanzi all’autorità giudiziaria o siano utilizzate nell’ambito di esercizio del diritto di difesa “.

E’ una “norma bavaglio!” attacca il M5s che di prima mattina ‘occupa’ la Commissione con decine di deputati che protestano per cercare di bloccare i lavori e rallentarne l’approvazione.

“Questo è un emendamento che dovremmo valutare nell’impatto complessivo, perché in generale sono contrario alle sanzioni che prevedono il carcere per veicolazione di informazioni”, annuncia Andrea Orlando sottolineando che la norma punta a “colpire chi carpisce informazioni in via fraudolenta”.

Donatella Ferranti, Pd, relatrice del ddl, respinge le critiche del M5S:”Nessuno vuole mettere il bavaglio ai giornalisti”, ma si dice pronta a “una possibile riscrittura” dell’emendamento.

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