Monza, studente lasciato fuori dalla classe perché gay

A raccontare una storia del genere si stenta a credere che siamo nel 2015, e che siamo in Italia, un paese che si professa libero e liberale, e che dimostra invece, sempre più spesso, di essere bigotto e chiuso nelle sue convinzioni razziste ed anacroniste.

La storia di oggi viene da Monza, dove uno studente è stato lasciato fuori dalla sua classe, in un istituto professionale cattolico, non perché si era comportato male o perché aveva infranto qualche norma, ma semplicemente perché dichiaratamente omosessuale.

A costringerlo a rimanere in fondo al corridoio – hanno denunciato i genitori – è stato il preside, dopo che su Instagram è stata pubblicata una foto che ritrae il ragazzo insieme a un altro studente entrambi a petto nudo.

Da qui la decisione di lasciarlo fuori dall’aula perché come hanno spiegato alcuni insegnanti ai genitori, il ragazzo con i suoi comportamenti “influenza negativamente gli altri ragazzini“.

“Tutte le decisioni adottate sono state fatte nell’esclusivo interesse del ragazzino: in ogni caso non è stato tenuto in corridoio, ma in uno spazio apposito proprio per tutelarlo rispetto a quello che stava accadendo in classe”, ha commentato il preside, difendendo la sua decisione.

Inutile dire che, a ragione, la storia ha scatenato una serie di polemiche e reazioni. L’arcigay ha chiesto l’intervento del Miur, il deputato Pd Alessandro Zan quello del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, e la sua collega di Forza Italia Elena Centemero ha annunciato un’interrogazione parlamentare.

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