Val Di Susa, ricominciano gli scontri tra Polizia e No Tav

Dopo qualche settimana di calma apparente, dove con certezza i rancori non hanno fatto che covare ed alimentarsi, sono tornate a scoppiare, più violente che mai le proteste dei No Tav in Val Di Susa.

“ Con un solo metro di Tav si potrebbero comprare tre ambulanze nuove, con cento metri si metterebbero in sicurezza decine di scuole e con meno di un chilometro di Tav, il reparto maternità di Susa non chiuderebbe…”: questo si legge sul sito ufficiale dei No Tav.

Nelle scorse ore si è tenuto un corteo, formato da circa 1200 persone, che da  Exilles è arrivato a Chiomonte: i partecipanti, comunica la questura di Torino, hanno violato l’ordinanza del prefetto e le prescrizioni che erano state emesse del questore, imboccando la strada provinciale 233 che conduce al limite dell’area protetta in Val Clarea.

Dopo aver imboccato la provinciale, stando alle prime ricostruzioni, una sessantina di manifestanti, incappucciati, si sono staccati dal corteo “No Tav” diretto al cantiere della Maddalena, a Chiomonte, e hanno lanciato pietre e petardi contro la polizia, che ha risposto con idranti e lacrimogeni.

Alcune persone dello stesso gruppo – dice ancora la questura – hanno anche tentato di agganciare con delle corde le reti poste a protezione dell’area interdetta, per abbatterle. Dopo la reazione della polizia, i più violenti si son dispersi.

La manifestazione è stata organizzata in concomitanza con il quarto anniversario degli scontri per la “presa della Maddalena”, area dove è stato realizzato il cantiere della ferrovia ad alta velocità Torino-Lione.

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