Calderoli, 8 milioni di emendamenti alla riforma del Senato

Se la cosa non fosse accaduta in Italia, sembrerebbe una bufala inventata di sana pianta, ma purtroppo siamo nel paese dei cavilli burocratici e delle lungaggini di ogni sorta, e non stupisce quindi il nuovo record messo a segno da Calderoli.

Il leghista Roberto Calderoli ha presentato i suoi emendamenti – cioè le sue proposte di modifica – alla riforma del Senato: sono 82.730.460, oltre 82 milioni per chi avesse difficoltà a leggere l’enorme numero.

Quando la scorsa estate la Lega depositò 500 mila emendamenti in commissione, l’operazione occupò l’ufficio del presidente Piero Grasso per due settimane, figurarsi ora che il numero si è moltiplicato a dismisura, “grazie” a uno speciale software brevettato ad hoc da Calderoli e dal suo staff.

E se questi emendamenti non bastassero, un emendamento per abolire il Senato è stato depositato dai parlamentari renziani Andrea Marcucci e Franco Mirabelli. E – apprende l’ANSA da fonti Pd – serve a tenere aperta l’opzione del superamento del Senato «se in Aula la situazione dovesse precipitare per effetto della decisione di ammettere tutti gli emendamenti all’articolo 2 della riforma». Ulteriori tre emendamenti sono a firma Anna Finocchiaro.

Il Movimento 5Stelle ha depositato 200 emendamenti, 1,172 Forza Italia, Sel 62mila, nulla in confronto alla Lega

L’obiettivo del governo è licenziare le riforme entro il 15 ottobre, prima che inizi la sessione di Bilancio, a Palazzo Madama. Noi ne dubitiamo fortemente, visti i “grandi” numeri.

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