HIV, PrEP: la pillola che previene l’infezione

Eleonora Gitto

Si chiama Pre-Exposure Prophylaxis (PrEP) la pillola che, presa tutti i giorni, riduce al minimo la possibilità di contrarre l’HIV.

Profilassi pre-esposizione, così si traduce PrEP, e Daniel Sooangrin, attivista gay di New York, giura che questa miracolosa pillola gli ha cambiato la vita.

L’HIV continua a far paura ovunque, anche a New York. Ma oggi grazie a PrEP, prodotta da Gilead, è possibile diminuire le probabilità di ammalarsi.

“A New York – spiega Sooangrin – siamo ormai in molti: la usano indifferentemente gay, lesbiche, bisessuali, transgender ed etero, sia giovani sia anziani. Anche chi è negativo e ha un partner HIV positivo”.

E così chi usa la Rete per cercare partner servendosi di siti e chat dedicati come Grindr, ha iniziato a dichiarare sul suo profilo che si proteggono con PrEP. Fino a oggi hanno dichiarato che usano la pillola circa 79mila persone: 60mila uomini e 19mila donne.

Ha effetti collaterali la pillola che previene l’HIV? Spiegano gli esperti che PrEP non ha controindicazioni, tuttavia, un uso prolungato potrebbe creare qualche problema a fegato, e ossa.

“Consiglio di farsi seguire costantemente dal medico – dice Sooangrin -,così come faccio anch’io, ogni due mesi faccio le analisi di routine”.

La Food & Drug Administration ha approvato PrEP nel 2012 e da allora le farmacie della Mela la espongono come qualsiasi altro prodotto da banco. Anzi, sovente la pubblicizzano dandole risalto.

Anche se molto nota nella comunità gay, della pillola anti HIV se ne parla ancora poco. Non si è pubblicizzata, per esempio nelle scuole e anche i media sembrano ignorarla.

Nei quartieri meni “in” di New York, come Harlem, nel Bronx, è apparso qualche manifesto che mostra il  volto di un giovane che, in primo piano, sulla lingua fa vedere la pillola azzurra e la scritta “Swallow This. This pill is changing Hiv prevention. Take it once a day to stay Hiv negative”.

Anche questa pastiglia però, come tutte le medaglie, ha il suo rovescio. Come spiega Eddy Campagna, insegnante di origini italiane di 60 anni: “La diffusione del PrEP ha portato a usare sempre meno il preservativo, nonostante i medici consiglino di prendere la pillola e usare contemporaneamente i condom, che sono distribuiti gratuitamente e presenti in tutti i locali di incontro, discoteche, bar e saune comprese”.

“Non ci sono statistiche, qui a New York, ma il mio medico – continua – mi ha raccontato che vede molti più casi delle altre malattie a trasmissione sessuale come la clamidia, la gonorrea, la sifilide. La PrEP ha contenuto però la diffusione dell’Aids che è sostanzialmente diminuito. Purtroppo credo che ci possa essere del vero nel dire che ha favorito la diffusione della prostituzione maschile e femminile. Come è vero che ha aiutato gli e le escort a sentirsi più tutelati”.

La signora Campagna assume PrEp quotidianamente da circa otto mesi e a quanto afferma, non ha avuto disturbo alcuno: “né ho registrato esperienze negative. Solo all’inizio ho accusato alcuni bruciori di stomaco. Devo dire che circa il 50% dei miei amici, tutti gay, ne fanno uso. Come me ne sono soddisfatti. Solo alcuni di loro hanno avuto disturbi al fegato e ai reni che sono scomparsi dopo un mese”.

“Quando faccio sesso finalmente mi sento tranquillo molto più di prima. Ma non abbastanza da farlo senza preservativo o con persone che hanno l’HIV. Con loro non sono andato mai oltre a baci e sesso soft. Quello che apprezzo molto è come le persone che hanno il virus, almeno quelli che ho incontrato, me l’abbiano detto apertamente”.

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