Ivan Scalfarotto continua lo sciopero della fame per sbloccare la legge Cirinnà

La tematica inerente al riconoscimento delle coppie gay e delle unioni civili si fa sempre più sentita anche nel nostro paese, soprattutto all’indomani di alcune sentenze storiche, come quella di qualche giorno fa negli Usa, dove le unioni tra omosessuali sono state riconosciute per legge in tutti gli stati federali.

Duemila emendamenti “inchiodano” il disegno di legge Cirinnà, quello che in Italia dovrà regolare le unioni civili, in commissione al Senato, ed è per questo che il sottosegretario Ivan Scalfarotto ha messo in piedi una sua personale iniziativa, uno sciopero della fame per spingere ad accelerare l’iter della legge.

“Ho deciso di sospendere l’assunzione di cibo – comunica il parlamentare dem – fino a quando non avremo una certezza sulla data della cessazione di questa grave violazione dei diritti umani che si consuma nel nostro Paese”.

In un colloquio con Repubblica, il sottosegretario ha raccontato di aver “mangiato” solo due cappuccini al giorno e assicurato che digiunerà «finché non avrò una data certa di approvazione. Potrà anche essere fra due mesi, l’importante è che ci sia. Ma stavolta me lo devono dire quelli di Ncd, me lo deve garantire Alfano».

Intanto il mondo politico è diviso sulla sua scelta e sulla modalità della sua protesta. Quasi unanime l’appoggio del Pd all’atto dimostrativo di Scalfarotto mentre da Fi e Sel arrivano critiche.

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