Raffaele Cantone contro le spese legali dell’Atac

Eleonora Gitto

Raffaele Cantone, Presidente dell’Autorità Anticorruzione, chiede conto delle spese legali dell’Atac fra il 2011 e il 2015.

Risulta, infatti, che siano stati spesi in questo periodo 2,5 milioni di euro. Una cifra impressionante, se si tiene conto che l’azienda ha al suo interno un ufficio legale composto da ben ventuno persone.

Evidentemente una gran parte degli incarichi, delle consulenze, dei pareri e quant’altro, sono completamente fuori controllo.

Per usare un eufemismo ovviamente. Si sospettano favoritismi e altro, il tutto con i soldi dei contribuenti, ovviamente.

L’Autorità Anticorruzione già da diverso tempo si era soffermata sulle spese astronomiche dell’azienda di trasporto pubblico romana che, oltre a non funzionare adeguatamente, si è permessa di sperperare con nonchalance una quantità impressionante di denaro pubblico.

Per questo, e non solo, l’Atac ha rischiato diverse volte di fallire. Le contestazioni all’Azienda di trasporti sono di varia natura, e vanno dalle spese per gli asili nido, ai servizi di vigilanza, alle forniture dei ricambi degli automezzi, alle spese per l’energia elettrica.

Insomma, un dossier completo e complesso su cui già si era soffermato l’ex assessore ai trasporti di Roma, Stefano Esposito.

Esposito a sua volta aveva trasferito il tutto a Cantone, il quale certamente provvederà. Speriamo.

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