Roma, scontri tra polizia e manifestanti anti profughi supportati da CasaPound

La questione immigrazione si fa sempre più calda, e se una soluzione non verrà trovata al più presto, si rischia che, quelli che oggi sono solo tafferugli, si trasformino in una vera e propria rivolta popolare.

Se nelle scorse ore a Treviso alcune decine di persone avevano dato fuoco a materassi e suppellettili di alcune case assegnate dal comune ai migranti stanziati in zona, ieri le rivolte si sono spostate a Roma, provocando persino diversi feriti e contusi.

Gli scontri sono avvenuti a Casale San Nicola, nella periferia nord della Capitale, tra manifestanti e forze dell’ordine: a scatenare la tensione l’arrivo di un gruppo di rifugiati nel centro di accoglienza allestito presso l’ex scuola Socrate.

Quattordici poliziotti sono rimasti feriti al termine delle operazioni di trasferimento dei cittadini stranieri, secondo quanto rende noto la Questura di Roma. Il bilancio finale parla anche di due arresti, una denuncia e di 15 persone identificate sulle quali sono in corso ulteriori accertamenti.

“Il Prefetto ha fatto caricare anche donne e anziani che stanno qui a difendere i loro quartieri e le loro case. E’ una vergogna” tuona Davide Di Stefano, leader del movimento di estrema destra CasaPound, che ha supportato e fomentato la protesta.

Una lotta quella contro il centro per rifugiati da allestire nell’ex scuola Socrate che continua imperterrita da mesi. Un braccio di ferro sulla destinazione di quei locali che ha spaccato territorio.

3 comments
  1. La gente non li vuole. La politica deve farsene una ragione ed agire,respingere e rimpatriare. Si e’ decisamente esagerato col buonismo. E il degrado spaventoso portato da questi sbandati e scrocconi e’ innegabile.

  2. Siamo al limite, con questo ottuso buonismo che non può più essere alimentato dalle solite ed ormai inutili frasi cliché della “messa” della domenica.
    Sporcizia degrado, vandalismo, furti, prostituzione questa è l’immigrazione oggigiorno.
    Loro avranno anche il diritto di voler migliorare la loro condizione (ed io vedo soprattutto giovanotti dal fisico bel tonico e ben pochi disperati), noi abbiamo il diritto ed il dovere di preservare quanto a fatica e sulle vite dei nostri predecessori abbiamo ottenuto.
    Per non finire come loro che invece di romboccarsi le maniche preferiscono motiplicarsi senza sosta andando poi a sfruttare gli altri paesi.

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